Questa è la storia di un’aula, i ragazzi del CFP, Il Mercatino di Natale e la Consulente Marketing e Vendita (ah si sono io) che scopre un nuovo modo di fare Project Management
Ci sono giornate che iniziano come tutte le altre.
Analisi, Obiettivi, Statistiche, Budget e poi pianifichi incontri, analizzi processi, prepari strategie…
Poi, all’improvviso, ti ritrovi… in mezzo ad una folla tumultuosa di adolescenti rumorosi, che ti guardano come se fossi una creatura mitologica: “la consulente di marketing e vendita???”.
Quella sconosciuta.
E così è iniziata la mia avventura al CFP di Somma Lombardo, dove – tra banchi, zaini, risate, urla e merende– abbiamo iniziato insieme (non senza smarrimento, perplessità e sgomento… da parte mia ovviamente
) , qualcosa di molto più grande di un semplice compito scolastico:
un mercatino etico, consapevole, con un’anima vera.
Questo è il logo disegnato dai ragazzi, dopo un processo strutturato per la scelta del Naming, nato dal tema del Mercatino e una Visual Board.
Mica campato in aria così ![]()
Dunque torniamo alle nostre aule, ebbene si, dimenticate le boardroom silenziose, le presentazioni perfette, le strategie esposte davanti a manager impeccabili.
Qui ogni frase che dici viene interrotta da:
– “Ma prof, … non capisco ”
– “Ma prof, parla troppo ”
– “Ma prof, ma non è il lavoro che vorrò fare”
E la verità è che loro sono così:
Ragazzi che vogliono essere VISTI, essere protagonisti e dunque, in aula, è utile insegnare che, per raggiungere un Obiettivo, c’è un percorso: iL PROCESSO..
E allora, in questa fase, non importa la perfezione, è importante che il PENSIERO ANALITICO incontri IL PENSIERO LATERALE
Non importa se un lavoro non è perfetto, se una grafica non è coordinata,
se un’idea nasce confusa.
L’obiettivo non è la perfezione: è il processo.
Loro, i ragazzi, hanno fame di partecipare, di essere protagonisti.
Vogliono capire, provare, costruire.
Perché, proprio da quelle domande, da quelle interruzioni, da questi tentativi (a volte disordinati, NO, scusate, … SOLO disordinati
), nasce la bellezza.
- I ragazzi del CFP non fingono di capire.
- Chiedono, interrompono, sperimentano, sbagliano, riprovano.
E in questa autenticità portano una cosa preziosa: un entusiasmo che non puoi insegnare,
puoi solo accogliere.
È da qui, che sto iniziando a vedere il Marketing con i loro occhi:
Non come una disciplina rigida, MA … come un gioco serio, un laboratorio creativo dove ogni dettaglio dà forma al valore.
E mentre loro scoprivano cosa sono Piano Editoriale, Visual, Copy, Design Thinking, Problem Solving…
Io scoprivo quanto potenziale hanno, anche quando non se ne accorgono.
Perché quando si sentono parte di qualcosa, quando li rendi attori attivi,
loro si accendono.
E allora sì: l’obiettivo è raggiunto.
Dal project management al “dai che ci proviamo”
Quando ho iniziato a parlare loro:
-
Analisi dei Brand
-
Progettazione Visual
-
Copywriting
-
Competenze Relazionali
- Ascolto Attivo
- Buyer Persona
Mi hanno guardata come se avessi appena detto astrofisica quantistica applicata ai panettoni.
Abbiamo trovato i Codici di Comunicazione?
NO. Ma ci stiamo lavorando!
E il mercatino? Cosa c’entra in tutto questo?
Un pretesto.
Grazie ad un Team Docenti professionale, pragmatico e con un’esperienza focalizzata, accompagnano questi ragazzi alla Consapevolezza, alla acquisizione di Competenze e non Conoscenze.
Alla fine questi ragazzi stanno costruendo un evento:
Etico, Organizzato, Pensato, Curato nei dettagli.
Ma soprattutto, loro hanno scoperto di saper lavorare in squadra, di poter progettare qualcosa di concreto, di avere una voce e di poterla usare bene.
Io, invece, ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo.
Che la mia professione — quando la spoglio dai tecnicismi, quando la racconto in modo semplice, umano, vero — mi restituisce una prospettiva nuova.
Stare con i ragazzi, dover trasformare concetti complessi in parole dirette, in chiarezza, in autenticità, in leggerezza. Ecco, inaspettatamente tutto questo mi sta tornando profondamente utili.Una prospettiva che porto con me ogni volta che rientro in azienda.
Si, in quelle giornate fatte di analisi, obiettivi, statistiche, budget, riunioni infinite, processi da sistemare e strategie da costruire.
Perché il marketing non è solo numeri, strategie, obiettivi, pianificazione.
È relazione.
È curiosità.
È valore umano.
È la capacità di vedere un problema e cercarne la soluzione.
Sono entrata in aula per dare strumenti tecnici.
Nel mezzo ne stavo fuggendo ..
Ad oggi, ho una piccola nuova certezza :
Quando accompagni qualcuno nel comprendere il valore di ciò che è, stai ponendo le basi per creare la futura Valorizzazione delle Risorse Umane
Quello che imparo ogni giorno dai ragazzi lo porto nelle aziende.
E quello che costruisco con le aziende lo riporto ai ragazzi.
